Il Bending

Contenuto a cura di . | Postato il 05-06-2008

Il bending, termine inglese che significa “piegatura”, è un effetto di glissando che mira ad alterare una nota musicale di partenza fino a portarla a una più alta nota di arrivo. L’intervallo tra le due note spazia dal semitono ai due toni, a seconda dei limiti fisici dello strumento utilizzato.



Il bending trova il suo più ampio utilizzo nelle parti di chitarra elettrica solista nella musica blues e rock. Per quanto possa sembrare paradossale, nei due stili la stessa tecnica è usata per raggiungere effetti opposti: nel blues il bending esprime spesso tristezza e disperazione suonando come un lamento, un singhiozzo nel pianto dello strumento; nel rock invece suona come un grido, un urlo di energia musicale colorato di aggressività grazie all’uso della distorsione.

Tra tutti gli stumenti a corde il bending viene utilizzato soprattutto nella chitarra, raramente nel basso. Gli archi non hanno bisogno di questa tecnica perché l’assenza di tasti sul manico permette un glissando puro senza interruzioni nel suono.

La tecnica consiste nel suonare una nota che non sia a corda vuota e successivamente spingere verso l’alto, o tirare verso il basso, la corda in direzione perpendicolare a quella del manico, provocando così una tensione maggiore e il conseguente aumento nell’altezza del suono.

È possibile realizzare bending anche in altri strumenti che non siano a corde; per esempio nell’armonica a bocca il bending è ottenuto con movimenti della lingua e della gola, soprattutto per dare alla melodia le sonorità tipiche del blues.

Bending di mezzo tono

Consiste nell’utilizzare la tecnica del bending descritta sopra per innalzare l’intonazione della nota di un semitono. La nota che risulta dovrebbe corrispondere a quella che sarebbe prodotta avanzando di un tasto sulla tastiera e pizzicando la corda.

Bending di un tono

Consiste nell’utilizzare la tecnica del bending descritta sopra per innalzare l’intonazione della nota di un tono. La nota che risulta dovrebbe corrispondere a quella che sarebbe prodotta avanzando di due tasti sulla tastiera e pizzicando la corda.

Ghost bending (o pre-bending)

In questo caso il processo è inverso. La corda viene prima tirata/spinta e successivamente pizzicata senza rimuovere la pressione del dito.

Ghost bending con rilascio

Partendo dalla nota innalzata con bending, si raggiunge la nota di partenza con un rilascio progressivo della tensione.

Bending indeterminato

Consiste nell’utilizzare la tecnica del bending per innalzare l’intonazione della nota di un intervallo imprecisato, non necessariamente raggiungendo il suono di una nota della scala cromatica, a discrezione dell’esecutore. La notazione utilizzata sul pentagramma per indicare questa espressione, è una corona rovesciata posta sopra la nota in esame.

Esempi notevoli di bending

* Gary Moore, Still Got the Blues, dall’album Still Got the Blues (1990). Il tema della canzone riceve gran parte la sua impronta malinconica dai bending lenti e ispirati di cui è costellato.
* Pink Floyd, Shine on You Crazy Diamond (Part I-V), dall’album Wish You Were Here (1975). Durante tutta l’introduzione la chitarra suona un assolo lento e sognante con abbondante uso di bending.
* Joe Satriani, Always With Me, Always With You, dall’album Surfing with the Alien (1987). Il pezzo è una ballata strumentale in cui la chitarra distorta prende un colore romantico grazie a numerosi bending, release e vibrati.

* Led Zeppelin, Whole Lotta Love, dall’album Led Zeppelin II (1969) ha il suo storico assolo caratterizzato da bending e bend and release.

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